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Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

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Le ‘vesti’ testuali del discorso diretto nel parlato e nello scritto Magda Mandelli 79

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MAGDA MANDELLI Le ‘vesti’ testuali del discorso diretto nel parlato e nello scritto 1. Considerazioni introduttive 1.1. Il discorso diretto come fenomeno ‘identificante’ il parlato Come è noto, il discorso diretto è una delle forme tradizionalmente riconosciute del discorso riportato, e in quanto tale costituisce uno dei modi che offre la lingua per riprodurre, in forma orale o scritta, enunciati (che si suppongono) realizzati o da realizzare in un atto di enunciazione diverso da quello che dà luogo alla riproduzione. Così, alla produzione esemplificata in (1) corrisponde la riproduzione in discorso diretto sotto (2): (1) Vattene, adesso! (in Mortara Garavelli 2001: 429) (2) “Vattene, adesso!” mi disse / ordinò / impose. (in Mortara Garavelli 2001: 429). Nella riflessione sui fenomeni del parlato riprodotti nella scrittura funzionale, la scelta di trattare il discorso diretto (d’ora in poi DD) può risultare inappropriata, in quanto la rappresentazione dei discorsi non è un fenomeno che appartiene esclusivamente al mezzo parlato, né che può dirsi ‘nato’ nell’oralità. Tuttavia, tale scelta può essere giustificata te- nendo conto del fatto che il DD è molto presente nel parlato, e netta- mente più usato nel parlato che non nella scrittura funzionale prototipica (prosa saggistica, scientifica, giuridica ecc.), a tal punto che alcuni con- siderano il DD “una delle caratteristiche linguistiche identificanti il par- lato spontaneo” (Scarano/Giani 2003: 563). Di qui, e in sintonia con gli altri contributi di questo volume, proporremo un confronto tra le modalità più ricorrenti della citazione diretta nel parlato e nella prosa giornalistica, che è la scrittura funzionale che...

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