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Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

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Le dislocazioni sintattiche: un fenomeno del parlato nello scrittoin un corpus di grammatiche per apprendenti stranieri Valeria Buttini 225

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VALERIA BUTTINI Le dislocazioni sintattiche: un fenomeno del parlato nello scritto in un corpus di grammatiche per apprendenti stranieri 1. Introduzione Le dislocazioni sintattiche, oggetto dello studio qui proposto, rappresen- tano una delle strutture linguistiche dell’italiano in cui l’ordine canonico dei costituenti, vale a dire la successione soggetto-verbo-oggetto, è alte- rato mediante una “strategia topicalizzante”, ossia la messa a Topic di costituenti diversi dal soggetto (Andorno 2003: 90). Tali costruzioni, considerate tipiche del parlato delle lingue moderne già da Charles Bally nel Traité de stylistique française (1909),1 sono state tra le prime ad essere studiate nell’ambito del cosiddetto fenomeno ‘del parlato nello scritto’, vale a dire l’assorbimento nello scritto di tratti caratterizzanti del parlato. È questo un fenomeno da inquadrarsi all’inter- no del più ampio e generale movimento di ristrutturazione della lingua italiana, vale a dire il processo di progressiva ‘espansione’ verso il co- siddetto italiano neo-standard (Berruto 1987) o italiano dell’uso medio (Sabatini 1985), varietà della lingua che, com’è noto, si propone per un uso mediamente formale sia parlato che scritto, e che si distingue dallo standard normativo proprio per la ricezione di tratti morfologici, sintatti- ci e lessicali del parlato. 1 L’analisi di Bally viene ripresa, già a partire dagli studi di Duranti-Ochs (1979a, 1979b), anche in riferimento al parlato italiano. Come emerso dall’analisi di Cresti (2000: 250-251) sui dati di un corpus di italiano parlato, questa idea di tipicità delle dislocazioni rispetto al parlato non è però da interpretare in termini di presenze quantitative assolute. I dati ottenuti...

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