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Il parlato nella scrittura italiana odierna

Riflessioni in prospettiva testuale

Edited By Angela Ferrari and Anna-Maria De Cesare

La scrittura italiana contemporanea non lette-raria si è oramai appropriata di strutture linguistiche che la norma tradizionale confinerebbe al parlato, e che effettivamente fino a qualche decina d’anni fa appartenevano solo all’orale. Il fenomeno coinvolge tutti i livelli linguistici: lessico, morfologia, sintassi, punteggiatura, testo. Ma, al di là di questo suo aspetto ‘pan-strutturale’, qual è la reale estensione del fenomeno? Quali le precise forme della sua manifestazione, e quale la sua ragion d’essere?
Gli studi qui proposti si configurano come un piccolo insieme di analisi di strutture linguistiche che possono essere considerate come particolarmente rappresentative e adeguate a offrire un contributo alla comprensione dell’assorbimento del parlato nella scrittura italiana odierna. Il loro taglio è volutamente diverso, in modo da individuare le molteplici sfaccettature del problema. Li accomuna la stessa ipotesi di fondo: lo scritto si appropria di quelle strutture linguistiche orali che sono provviste di una motivazione testuale, vale a dire che portano iscritte nella loro forma caratteristiche semantiche e informative che le rendono preziose per mettere in scena in modo univoco e trasparente l’architettura del testo.

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Il fenomeno dell’‘inserzione sintattica’: dai giornali italiani aLa Voce del Popolo di Fiume Roska Stojmenova 249

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ROSKA STOJMENOVA Il fenomeno dell’‘inserzione sintattica’: dai giornali italiani a La Voce del Popolo di Fiume 1. Introduzione 1.1 Negli ultimi decenni, studi di esperti in materia, ma anche scrittori e lettori attenti alla lingua, hanno espresso – e continuano a esprimere – un giudizio tendenzialmente negativo sulla scrittura contemporanea. Le cri- tiche riguardano le due componenti fondamentali della scrittura: il “pro- cesso” e il “prodotto” (Ferrari 2007a: 65). Per quanto concerne il primo aspetto, ciò che preoccupa è la mancanza di occasioni per redigere testi ampi. In merito al testo – prodotto finale del processo di scrittura – si insiste a livello lessicale sulla penetrazione di anglicismi (cfr. in questo volume De Cesare) e a livello sintattico sulla presenza sempre più mas- siccia di costruzioni tipiche del parlato estranee alla tradizione della scrittura italiana. Per quanto riguarda la costruzione del periodo, si sottolinea in par- ticolar modo l’allontanamento dalla cosiddetta “costruzione ciceroniana, caratterizzata da una subordinazione profonda a destra e/o a sinistra della reggente” (Ferrari 2008: 281). Il nuovo periodare obbedisce a due ma- crotendenze: (i) la moltiplicazione nello scritto comunicativo (ci rife- riamo qui in particolar modo alla prosa giornalistica) di Enunciati brevi, perlopiù monoproposizionali, e (ii) la diffusione di strutture sintattiche che permettono un’“estensione orizzontale del periodo” a scapito di una “subordinazione verticale”1 (Ferrari 2007a: 76). Quest’ultima tendenza mostra che l’evoluzione della struttura sintattica del periodo non può – contrariamente a quanto si pensa in generale – essere valutata solo in termini di semplificazione. Accanto a un’indubbia maggiore semplicità si riscontrano...

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