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Vox & Silentium

Études de linguistique et littérature romanes – Studi di linguistica e letteratura romanza – Estudios de lingüística y literatura románicas

Gina Maria Schneider, Maria Chiara Janner and Bénédicte Élie

Voix et silence se considèrent traditionnellement comme deux phénomènes opposés, s’excluant l’un l’autre. Les contributions contenues dans ce volume se proposent de dépasser une telle conception, en se centrant non seulement sur la valeur et les fonctions que les deux concepts peuvent recouvrir, mais aussi sur la relation complexe qui existe entre eux en linguistique et en littérature. Outre les deux pôles constitués par la voix et le silence, on peut repérer dans le domaine des langues romanes une grande variété de voix silencieuses ou de silences expressifs : la communication non verbale et son interaction avec le langage verbal, les différentes voix (plus ou moins silencieuses) donnant expression à ce qui ne peut pas être dit, ou bien la représentation graphique – et donc apparemment « muette » – d’un phénomène potentiellement acoustique. Le cri silencieux de Daphné, rendu visible dans la sculpture de Gian Lorenzo Bernini illustrant la couverture, est la manifestation figurative de cette rencontre oxymorique entre la voix et le silence.
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Sintassi di gesto e parola: note sull’eloquio afasico

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VALENTINA BIANCHI

(Università per Stranieri di Siena)

Il presente studio scaturisce dall’intenzione di applicare criteri linguistici a dati definiti patologici, a partire dalla nozione di interdisciplinarità che caratterizza l’ambito in questione, quello della neurolinguistica, nella volontà di coniugare riflessione linguistica e analisi neurolinguistica. L’obiettivo è delineare profili linguistici di parlanti che, nel caso specifico, sono stati catalogati, in ambito neurologico e riabilitativo, come soggetti con deficit linguistici acquisiti.1 Per l’analisi, si prendono le mosse da un’idea della produzione afasica in quanto sistema-lingua a tutti gli effetti, allontanandosi dalla vulgata che induce a trattare la lingua afasica come una perdita delle strutture.2 Al contrario, la presente ricerca mira a descrivere la lingua di ← 227 | 228 →sdue pazienti (di fatto, due parlanti), una lingua che, anche nello stato di ‘disgregazione’ delle sue strutture, segue una logica sistemica, un percorso alternativo (rispetto a quello considerato la ‘norma’) in cui le relazioni, che producono e al contempo sono prodotte dal sistema, conferiscono una coerenza interna alla produzione verbale anche di soggetti con deficit linguistici. In questa prospettiva la lingua afasica fa pensare all’idea di «interlingua»3 e come tale è da indagare come un sistema dinamico retto al suo interno da principi che ne governano le regolarità.

L’ipotesi di lavoro prende le mosse dalla considerazione della produzione linguistica afasica quale sistema linguistico a tutti gli effetti. Lo studio utilizza come lente di ingrandimento la nota tassonomia jakobsoniana, pur nella consapevolezza della rigidità superata delle dicotomie su cui si basa. Si...

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