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Traduttologia e semiotica generativa

Per un nuovo approccio interdisciplinare

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Rovena Troqe

Partendo dai temi cari e mai completamente risolti della traduttologia, che si potrebbero esemplificare nell’affermazione per cui la pratica traduttiva è da sempre alla ricerca di una teoria che la spieghi, la modelli e le dia un fondamento scientifico, questo lavoro ha l’ambizione di fornire, adottando l’approccio semiotico della scuola di Parigi, una nuova sistematizzazione della traduzione in quanto concetto, pratica e testo. Le relazioni identitarie e veridittive, articolate nel quadrato semiotico, determinano le condizioni ontologiche della traduzione; la schematizzazione narrativa modellizza la pratica traduttiva ed esplicita le competenze del traduttore, gli aspetti manipolativi e le condizioni aletiche ed etiche insiti nella traduzione. L’analisi si sposta poi su terreni più empirici e la proposta teorica si misura con il testo tradotto; su quest'ultimo si identificano i rapporti identità-alterità, la dimensione assiologica e la prensione timica del traduttore. La prospettiva generativa permette di situarsi in una dimensione epistemica e metodologica più ampia, che al contempo impone una riflessione sulle condizioni di felicità specifiche della traduttologia.
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III. Il quadrato semiotico della traduzione

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Nei capitoli precedenti abbiamo constatato che la riflessione sulla traduzione si articola per binomi concettuali che generalizzano alcuni aspetti della pratica traduttiva; la ripetitività sostanziale, se non formale delle problematiche, denuncia il persistere di lacune epistemiche e l’inadeguatezza degli strumenti metodologici.

In un contesto di gemmazione teorica fecondo ma tendenzialmente frammentato, emerge tuttavia una linea forte, un concetto fondamentale che preoccupa i traduttologi, muove le indagini dei critici e guida i traduttori nella loro pratica quotidiana: l’equivalenza traduttiva. Teorizzata come equivalenza formale, dinamica, comunicativa, pragmatica, semantica, lessicografica, funzionale, oppure intesa come equivalenza d’effetto, riproduzione della dominante testuale, ricreazione dinamica della finalità dell’originale, o come similarità, l’equivalenza è un elemento immanente al concetto stesso di traduzione.

Abbiamo ricostruito, nel secondo capitolo, la concezione della traduzione in prospettiva semiotica e abbiamo constatato che il taglio interpretativo di derivazione peirceana non solo ha dimostrato che è possibile procedere a un superamento del pragmatismo tramite un adeguato grado di astrazione scientifica della teoria generale traduttologica, ma ha anche contribuito a tracciare inedite direttrici di ricerca. La semiotica interpretativa attualizza la questione della teoria pura e astratta della traduttologia, rivalutando il carattere di autonomia e di diversità della traduzione rispetto all’originale e ponendo il problema traduttivo non solo in termini di equivalenza, ma anche di mediazione e di similarità, di approssimazione, di evoluzione differente e divergente dall’originale. La traduzione è un’equivalenza che si realizza nella differenza; in effetti l’idea stessa di semiosi fornisce i presupposti logico-semiotici per concepire la traduzione come evento a carattere...

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