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L’alieno dentro

Percorso semiotico alle origini del romanzo femminista italiano- Prefazione di Luciano Curreri

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Barbara Dell'Abate

Questo libro intende offrire una nuova prospettiva interpretativa di tre romanzi della letteratura femminile italiana scritti tra Ottocento e Novecento: Un matrimonio in provincia (1885) di Marchesa Colombi, Teresa (1886) di Neera e Una donna (1906) di Sibilla Aleramo. Tramite l’utilizzo degli strumenti critici offerti dalla semiotica generativa di A. J. Greimas, gli scritti sono analizzati nelle loro strutture semio-narrative sintattiche e semantiche, evidenziando il forte legame di continuità che li lega. La tesi di fondo dell’autrice è che il romanzo Una donna, considerato dalla critica il primo romanzo femminista italiano, non è il frutto di una «rivoluzione» bensì il risultato di una «evoluzione» i cui semi possono essere ritrovati in nuce in Un matrimonio in provincia e in Teresa. Questa continuità viene messa in evidenza grazie a una precisa e scrupolosa analisi semiotica dei testi che, portando alla luce le strutture immanenti, permette di sondare in modo nuovo un terreno già battuto.

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Premessa 15

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15 Premessa Questo libro intende gettare nuova luce sull’origine del romanzo femminista italiano rintracciandola in due opere ancora oggi poco lette e conosciute dal grande pubblico. Si tratta di due testi scritti nell’ultimo ventennio dell’Ottocento e inizialmente considerati dalla critica quali romanzi sentimentali e d’intrattenimento: Un matrimonio in provincia (1885) della Marchesa Colombi e Teresa (1886) di Neera. L’elemento di novità di questa ricerca rispetto ad altri lavori critici relativi alla letteratura femminista italiana è il voler confutare la tesi secondo cui l’affermazione delle tematiche femministe nell’ambito della letteratura italiana sia stato il risultato di una rivoluzione avvenuta nel 1906 con la pubblicazione del romanzo Una donna scritto da Sibilla Aleramo. L’opera prima di Sibilla Aleramo non è infatti considerata in questa ricerca un evento isolato e rivoluzionario, bensì la conclusione di un cammino, intrapreso dai due testi ora citati e di cui essa costituisce la conclusione. La presunta rivoluzione è sostituita da una lenta evoluzione che attraverso i tre romanzi disegna con gradualità il risveglio delle tre donne e la lenta affermazione di una comune coscienza femminile che, al di là delle singole individualità, si fa interprete unica e universale di tutte le donne del tempo. I tre romanzi sono analizzati come tre tappe consecutive di un unico percorso di maturazione e presa di coscienza e considerati alla stregua di una trilogia dello spirito femminile, antesignana di quel femminismo destinato a fermentare molti decenni dopo. L’analisi, spogliata in parte dei riferimenti biografici e storici che hanno pesantemente influenzato nel corso degli anni...

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