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Dalla tragedia al giallo

Comico fuori posto e comico volontario

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Edited By Costantino C.M. Maeder, Gian Paolo Giudicetti and Amandine Mélan

I saggi riuniti in questo libro sono dedicati alla comicità nella letteratura, nella saggistica e nell’opera italiane, in particolare alla comicità fuori posto in opere di Campanile, Guicciardini, Dumas, Ariosto, Gadda, Flaiano, Wolf-Ferrari, Camilleri, Lakhous, Wolf-Ferrari, Verdi, Eco, Svevo e altri. Il comico è in un certo senso sempre fuori posto, un contrasto tra un evento, una frase, una scena inappropriata e un contesto che di per sé non si presta a quell’evento, quella frase, quella scena. Proprio per riflettere su questo contrasto, il libro si sofferma su quei contesti che ancor meno di altri son predisposti ad accogliere il comico e a suscitare una risata: la tragedia del Cinquecento, il genere epistolare, l’opera seria, la saggistica seriosa, il tutto attraverso l’accostamento di approcci diversi: dalla filologia alla semiotica, all’analisi testuale, agli studi culturali. Sorgerà forse al lettore la domanda: sono questi approcci troppo seri per affrontare il tema della comicità, tanto da essere a loro volta fuori posto?

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Per una semiotica del ridere - Alessandro Perissinotto

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35 Per una semiotica del ridere Alessandro PERISSINOTTO Università di Torino Nella sua forma, il titolo di questo saggio può apparire assai generico ed anche poco elegante: questo era il suo scopo. Non sempre la risata è un fenomeno elegante; talvolta è grassa, sguaiata, persino volgare, non per questo essa è meno interessante dal punto di vista semiotico. Attorno alla risata, anche a quella più becera, ruotano notevoli interessi economici, provenienti dall'industria cinematografica, televisiva ed editoriale: ecco un buon motivo per studiarla. Ma a questo se ne aggiungono altri, di carattere strettamente semiotico. I testi che suscitano il riso, il sorriso o anche un’amara allegria, sono delle formidabili palestre per esercitazioni semiotiche. In secondo luogo, la genericità del titolo consente qui di sviluppare il programma di ricerca, senza addentrarsi nei meandri, pur interessanti, della teoria dei generi. Distinguere tra comico, umoristico, satirico, ironico, parodistico e quant’altro ancora, sarebbe probabilmente interessante, ma ci allontanerebbe dal nostro principale obiettivo: il ridere tout-court. In ogni modo, poiché una terminologia occorre pur adottarla, per indicare situazioni e testi che provochino il riso, utilizzeremo gli aggettivi divertente e comico; quest’ultimo assunto non nel senso di genere letterario o teatrale, ma nel più generico dei suoi significati dizionariali, vale a dire: “Che provoca divertimento, ilarità” (Zingarelli). 1. Misinterpretazione come principio comico Equivoci, fraintendimenti, qui pro quo, tutti fenomeni che fanno parte della tradizione del comico, e che, al tempo stesso, sono riconducibili a una categoria più generale: la misinterpretazione. Misinterpretare un testo (verbale, iconico o gestuale), significa fornire un’interpretazione...

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