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Italiano e Dintorni

La realtà linguistica italiana: approfondimenti di didattica, variazione e traduzione

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Edited By Giovanni Caprara and Giorgia Marangón

Il volume riunisce trentatré contributi di carattere multidisciplinare e offre ai lettori una visione complessiva e attuale della realtà composita della lingua italiana e delle sue traduzioni. Le prime pagine sono firmate dal professor Gaetano Berruto, dell'Università di Torino e dalla professoressa Elena Pistolesi, dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Seguono lavori suddivisi in quattro blocchi tematici: variazione linguistica, didattica della lingua italiana, linguistica contrastiva e traduzione da e verso l’italiano. In questo modo gli autori intendono proporre una nuova prospettiva sull’italianistica che troppo spesso si concentra soltanto sullo studio della letteratura.

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Falsi amici tra semantica e variazione linguistica. Spunti per una riflessione contrastiva sul lessico nell’aula d’italiano L2 (Gabriella Gavagnin)

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Gabriella Gavagnin

Universitat de Barcelona

Falsi amici tra semantica e variazione linguistica. Spunti per una riflessione contrastiva sul lessico nell’aula d’italiano L2

1.   Relazioni semantiche tra falsi amici

La nozione di falso amico, pur essendo per comodità definibile come rapporto tra due parole di due lingue diverse uguali o simili nel significante ma divergenti (in tutto o in parte) nei significati, va legata fondamentalmente agli effetti che tale fenomeno può provocare nella pratica linguistica da parte di un utente delle due lingue in questione. Va legata, cioè, alla capacità che hanno determinate affinità formali di favorire equivoci, distorsioni o opacità nella comprensione e di indurre in false sovrapposizioni, ovvero calchi semantici, nella produzione.

Potremmo osservare che forse, in fondo, non è tanto una questione di divergenza, diversità, disuguaglianza semantica quanto invece di distanza, anzi, vicinanza semantica. I vocaboli spagnoli burro (asino) seta (fungo) o il catalano noia (ragazza) sembrano presentare un rischio molto basso di confusione con gli italiani burro, seta e noia, perché difficilmente, se non surrealisticamente, possono essere intercambiabili nei contesti in cui compaiono. Fanno sorridere piuttosto che confondere e sono per questo gli esempi meno calzanti per rappresentare in tutta la sua subdola forza il pericolo potenziale che, senza esclusione di livelli e competenze, comportano i falsi amici1. Vale la pena sottolineare che tali parole, pur trattandosi di omografi e quasi-omofoni, derivano da forme (e lingue) del tutto diverse. Essendo quindi risultato di un...

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