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Rivoluzione copernicano-newtoniana e sentimento in Kant

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Piero Giordanetti

Il volume analizza il rapporto fra la scoperta di sentimenti e affetti a priori e la rivoluzione nel modo di pensare annunciata nella «Prefazione» alla seconda edizione della Critica della ragion pura. Il lavoro mostra che il passaggio dall’ipotesi alla certezza apodittica, da Niccolò Copernico a Isaac Newton tanto nella filosofia speculativa quanto nella filosofia morale è inscindibilmente connesso con la scoperta dei sentimenti a priori del rispetto, della soddisfazione di sé, dell’interesse, della tensione, dell’esigenza e della tendenza, a loro volta strettamente legati a temi come il primato della ragione pura pratica, la fede razionale e l’educazione al sublime morale. Il libro esamina l’importanza di John Milton, Michel de Montaigne, Emanuel Swedenborg e Virgilio per la riflessione kantiana.

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Introduzione

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Fra le interpretazioni della svolta copernicana si possono, in modo del tutto gen- erale, distinguere letture orientate a cogliere in Kant il distruttore della metafisi- ca ed esegesi volte a vedere nella sua filosofia la fondazione di una nuova meta- fisica. Nella prima corrente rientra, ad esempio, Per la storia della religione e della filosofia in Germania di Heinrich Heine, che presenta Kant come il Robe- spierre della filosofia, il cui pensiero è dotato di una forza micidiale e annienta- trice; la Critica della ragion pura è la lama che ha tagliato la testa al deismo. Carducci riprende nel 1870 questa immagine in Versaglia: E il giorno venne: e ignoti, in un desio / Di veritade, con opposta fé, / Decapitaro, Emmanuel Kant, Iddio, / Massimiliano Robespierre, / il re. / Oggi i due morti sovra il monumento / Co ‘l teschio in mano chiamano pietà, / Pregando, in nome l’un del sentimento,/ l’altro nel nome de l’autorità. / E Versaglia a le due carogne infiora / L’ara ed il soglio de gli antichi dì.../ Oh date pietre a sotterrarli ancora, / Nere mace- rie de le Tuglierì (21 settembre 1871)1. L’interpretazione della filosofia kantiana come pensiero distruttivo è presente anche in Victor Cousin (1792-1867). Nelle lezioni che compaiono come parte del Cours de l’histoire de la philosophie moderne del 1842 egli paragona la filo- sofia di Kant alla rivoluzione francese; essa, sottolinea, prende le mosse dalle leggi pure della ragione umana, prescindendo da ogni esperienza e propugnando il disprezzo...

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