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Riscritture tedesche del «Coriolanus» di Shakespeare (1609-1951)

Ricezione politica e politica della ricezione

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Maria Elisa Montironi

Questo studio, premettendo un’analisi del Coriolanus come opera politica aperta, indaga un corpus di adattamenti del testo, appartenenti alla cultura tedesca, sottolineando il loro essere, al contempo, atti estetici e atti politici, fortemente implicati e funzionanti nei relativi contesti storici, culturali e sociali. Il termine ad quem di tale indagine è il 1951, anno in cui Bertolt Brecht iniziò la sua nota riscrittura dell’opera shakespeariana. La ricerca − di natura comparatistica, interculturale e interdisciplinare – riconosce nel Coriolanus un’estetica dell’ambiguità, della pluralità e dell’indefinitezza, che permette di spiegare la peculiare ricezione del testo, oltremodo ricca di adattamenti e riscritture, volte a correggere o confermare, ridefinire o stravolgere il modo in cui la vicenda era stata raccontata precedentemente e le funzioni conferite alle relative narrazioni, nei contesti storico-sociali di appartenenza. I risultati ottenuti portano a ridefinire i confini del campo culturale costituito dall’opera di Shakespeare e invitano ad una moderna riflessione sull’uso politico della storia e della sua trasmissione, anche attraverso il teatro.

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“After your way his tale pronounc’d”: ricezione politica e politica della ricezione nel Coriolanus […] When he lies along After your way his tale pronounc’d shall bury His reasons with his body. (V.vi.57-59) Questi versi pronunciati dal terzo cospiratore ad Aufidio nell’ultima scena della tragedia, appena prima dell’uccisione di Coriolano, sorprendono per la modernità, in quanto, si è detto, possono essere letti come il preludio poetico alla settima tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin, in cui il filosofo tedesco riflette sull’importante questione della trasmissione della storia. Secondo la sua teoria, il documento culturale non è mai oggettivo, ma racconta sempre una veri- tà parziale: quella del vincitore. Le parole del terzo cospiratore riportate sopra sono state interpretate, nella prima parte di questo lavoro, come correlati intenzionali significativi,283 concer- nenti i temi dell’uso politico dell’informazione e della storia. Esse sono state lette, inoltre, come legate alle riflessioni sulle questioni affini del relativismo del pensiero e del ruolo della ricezione, nei processi di comunicazione e compren- sione. La descrizione del testo come opera politica aperta, infatti, ha condotto a riconoscere nel Coriolanus un’estetica dell’ambiguità, della pluralità e dell’indefinitezza, su più livelli, vale a dire una struttura di appello del testo che promuove una ricezione attiva e produttiva. Seguendo tale linea esegetica, l’immagine del terzo cospiratore si fa metafora eloquente per descrivere il motore della storia della ricezione del Coriolanus, oltremodo ricca di adattamenti e riscritture. La possibilità di consegnare ai po- steri la propria versione dei fatti, di ottenere “[a]fter your...

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