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La luce nell’architettura sacra: spazio e orientazione nelle chiese del X–XII secolo - tra «Romandie» e Toscana

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Eva Spinazzè

L’autrice ha messo in luce un’antica tradizione sull’orientazione degli edifici sacri. In particolare ha studiato le architetture sacre dei secoli X–XII situate lungo la Via Francigena, da Romainmôtier al Sud della Toscana, seguendo le tappe dell’arcivescovo Sigerico che alla fine del X secolo percorse la via di pellegrinaggio da Roma a Canterbury. Sulla base delle testimonianze trovate nelle fonti e nei manoscritti medioevali di argomento astronomico e liturgico e attraverso rilievi topografici georeferenziati uniti a calcoli astronomici l’autrice ha evidenziato che la maggior parte dei sessantatré edifici sacri presi in considerazione sono allineati verso punti precisi sull’orizzonte versus solem orientem et versus solis occasum in giorni significativi dal punto di vista astronomico o religioso.
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Conclusione

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Con questa ricerca ho potuto dimostrare che anche lungo l’itinerario della Via Francigena, da Romainmôtier fino al Sud della Toscana, la maggior parte degli edifici sacri di età medioevale sono stati costruiti e orientati nelle direzioni del sorgere o del tramontare del Sole o di un altro astro in certe date ben definite e importanti per i costruttori, secondo specifici criteri legati a fenomeni astronomici.

Questo studio mi ha permesso di confermare la teoria proposta da alcuni studiosi di metà dell’Ottocento e inizio Novecento, i quali presumevano, sulla base di indagini riguardanti prima i siti megalitici e poi anche alcune architetture sacre dell’Antichità e del primo Cristianesimo, che gli edifici di culto fossero stati orientati verso punti precisi nella direzione del sorgere del Sole. Per le strutture dell’Antichità e di età paleocristiana da loro indagate, nei pochi casi in cui sono state misurate, si utilizzò una metodologia di rilievo che non permise una determinazione precisa degli allineamenti; le ipotesi di questi studiosi rimasero pertanto a livello di intuizioni.

Con la mia ricerca invece ritengo di avere acquisito risultati più solidi grazie a indagini basate per la prima volta sulla interazione di due criteri fondamentali: mettere a confronto per ogni edificio fonti storiche e letterarie (testi liturgici e manoscritti di argomento astronomico) e dati scientifici (risultati dei rilievi topografici georeferenziati e i relativi calcoli astronomici). Un’analisi condotta su uno o pochi edifici, così come su un gruppo frutto di una scelta, avrebbe potuto condurre...

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