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Il nome proprio delle cose

Oggetti narranti in opere di scrittrici postcoloniali italiane

Mario Rossi

L’autore si occupa del senso di oggetti in scrittrici migranti postcoloniali sulla base di un close reading di opere di scrittrici di espressione italiana. La parte introduttiva dà ragione del possibile significato degli oggetti in opere letterarie di carattere narrativo: sulla base di stimoli provenienti dalla narratologia critica (M. Bal), dalla semiotica (U. Eco), dalla riflessione sull’arte (N. Bryson), dalla linguistica dei corpora e dalla filosofia analitica del linguaggio propone un’interpretazione degli oggetti come entità che passano dallo stato di nomi comuni a quello di nomi propri con diverso peso specifico. L’approccio così delineato viene applicato a un corpus motivatamente scelto. La conclusione riassume i risultati sul piano dei contenuti e su quello metodologico.
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5. Ornela Vorpsi: un mondo in frantumi

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“L’esame d’ingresso alla scuola di Belle arti di Tirana era duro, era necessario aver buone conoscenze di Marx e Engels, e l’avvenire era pianificato: si diventava pittori di Stato al servizio dello Stato. Era necessario dipingere nel realismo figurativo e la composizione doveva essere fatta con una tematica che apparteneva alla classe operaia, come cantare il passato eroico dei partigiani albanesi. Io quindi ho dipinto delle ragazze intente a tagliare del mais nei campi, mai dei nudi, oh no: il nudo era vietato, era la prigione.”315

Ornela Vorpsi nasce come pittrice, fotografa e video-artista, per manifestarsi nel 2004 come scrittrice che fino ad oggi, fatta salva un’eccezione, ha accompagnato le sue opere letterarie con immagini tratte dal proprio repertorio artistico e collocate in diverse posizioni rispetto al testo316. Se intendessimo il titolo di un testo come una forma d’invito alla lettura che un emittente indirizza al destinatario anticipando a livello formale o tematico il contenuto del testo stesso, dovremmo integrare l’immagine di copertina in questa forma testuale periferica. Poiché le immagini nei testi di Ornela Vorpsi si trovano tanto in copertina quanto all’interno del testo, e in quest’ultimo caso, sia intercalate ad esso sia in forma di appendice, per designare gli elementi figurativi che l’autrice usa accostandoli ai suoi testi, al termine soglia, che tendenzialmente indica uno spazio, preferiamo il termine varco, che indica tanto uno spazio quanto un’azione317.

Fig. 1: da Nothing Obvious Foto © Ornela Vorpsi



Fig. 2 da Nothing...

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