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La lingua italiana dal Risorgimento a oggi- Das Italienische nach 1861

Unità nazionale e storia linguistica- Nationale Einigung und italienische Sprachgeschichte

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Elmar Schafroth and Maria Selig

La ricorrenza del centocinquantesimo anno dalla fondazione dello Stato italiano offre spunto per andare alla ricerca dei processi storico-linguistici che si compirono o furono avviati con l’Unità d’Italia. Oggetto del volume sono le unità d’Italia, ossia le molteplici identità che contraddistinguono la società e la lingua italiane. Gli articoli ci mostrano che numerose identità linguistiche e culturali rispettano i confini nazionali codificati – o hanno addirittura contribuito a crearli – mentre altre li superano oppure si sviluppano in contesti regionali limitati. Questa dinamica complessa è presente tuttora, a distanza di 150 anni dall’unificazione politica.
Der 150. Jahrestag der Gründung des italienischen Staates ist ein Anlass, den sprachgeschichtlichen Prozessen nachzuspüren, die durch die politische Einigung Italiens vollendet oder angestoßen wurden. Le unità d’Italia, die vielfältigen Identitäten, die die italienische Gesellschaft und die italienische Sprache prägen, sind der Gegenstand dieses Bandes. Die Beiträge zeigen, dass zahlreiche sprachliche und kulturelle Identitäten die nationalen Grenzziehungen respektieren, ja mit geschaffen haben, andere aber über diese Grenzen hinausgehen oder sich in begrenzteren regionalen Bezügen entwickeln. Diese vielfältige Dynamik ist auch 150 Jahre nach der politischen Einigung immer noch lebendig.
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L’Italia linguistica repubblicana in cammino verso lo standard: Tullio De Mauro

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Un quadro d’insieme della situazione linguistica italiana contemporanea deve tenere conto dei profondi e rapidi mutamenti che la società italiana ha vissuto in quella che diciamo l’età della Repubblica. Dal 1946 l’Italia, una terra di antiche tradizioni e forti differenziazioni tra le diverse aree, ha vissuto cambiamenti che ne hanno infine modificato il volto linguistico.

Sono mutate le forme dell’organizzazione politica. Nel 1946 per la prima volta nella sua storia l’intera popolazione adulta, senza restrizioni di censo e senza esclusione delle donne, fu chiamata a votare per eleggere nel marzo le amministrazioni locali (i consigli dei comuni) e poi, il 2 giugno, per decidere con un referendum la forma dello Stato scegliendo tra monarchia o repubblica e per eleggere un’assemblea nazionale col compito di preparare una costituzione. Nel referendum prevalse la scelta a favore della repubblica, l’assemblea riuscì a trovare un sostanziale accordo tra le diverse forze politiche e ispirazioni ideali e il 1 gennaio 1948 poté entrare in vigore la nuova Costituzione.

Il mutamento politico si accompagnò all’avvio di un mutamento non meno profondo della base economica e produttiva. Nel 1946 l’Italia era un paese a basso reddito con una popolazione che al censimento del 19511 ← 25 | 26 → risultò impegnata soprattutto nell’agricoltura, per meno d’un terzo nell’industria e solo per il 5% nei servizi (scuola, uffici, commercio, imprese finanziarie ecc.). Le donne erano ai margini del mondo del lavoro retribuito, per più di due terzi erano «casalinghe». Trent’anni dopo i cambiamenti erano già rilevanti e...

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