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La lingua italiana dal Risorgimento a oggi- Das Italienische nach 1861

Unità nazionale e storia linguistica- Nationale Einigung und italienische Sprachgeschichte

Series:

Elmar Schafroth and Maria Selig

La ricorrenza del centocinquantesimo anno dalla fondazione dello Stato italiano offre spunto per andare alla ricerca dei processi storico-linguistici che si compirono o furono avviati con l’Unità d’Italia. Oggetto del volume sono le unità d’Italia, ossia le molteplici identità che contraddistinguono la società e la lingua italiane. Gli articoli ci mostrano che numerose identità linguistiche e culturali rispettano i confini nazionali codificati – o hanno addirittura contribuito a crearli – mentre altre li superano oppure si sviluppano in contesti regionali limitati. Questa dinamica complessa è presente tuttora, a distanza di 150 anni dall’unificazione politica.
Der 150. Jahrestag der Gründung des italienischen Staates ist ein Anlass, den sprachgeschichtlichen Prozessen nachzuspüren, die durch die politische Einigung Italiens vollendet oder angestoßen wurden. Le unità d’Italia, die vielfältigen Identitäten, die die italienische Gesellschaft und die italienische Sprache prägen, sind der Gegenstand dieses Bandes. Die Beiträge zeigen, dass zahlreiche sprachliche und kulturelle Identitäten die nationalen Grenzziehungen respektieren, ja mit geschaffen haben, andere aber über diese Grenzen hinausgehen oder sich in begrenzteren regionalen Bezügen entwickeln. Diese vielfältige Dynamik ist auch 150 Jahre nach der politischen Einigung immer noch lebendig.
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Un Museo per la scuola dell’Italia unita: Alessandro Sanzo

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Gli studiosi di linguistica sono soliti collegare il nome e l’opera di Antonio Labriola principalmente a tre ambiti: la saggistica marxista, l’etimologia e l’insegnamento dell’italiano agli stranieri.

Tra coloro che si sono occupati del Labriola saggista va segnalato Luca Serianni, il quale, nel volume Storia della lingua italiana. Il secondo Ottocento (1990: 220–225), assegna alla produzione saggistica di Labriola un posto di sicuro rilievo, ritenendo che essa possa in qualche misura addirittura esemplificare le caratteristiche di tale genere letterario nel secondo Ottocento italiano. Per quanto riguarda la dimensione etimologica è necessario ricordare come Labriola sia presente nel Grande dizionario italiano dell’uso diretto da Tullio De Mauro con riferimento all’etimologia di circa 180 lemmi (da CAMPANILISMO a CAUSTICARE, da CLERICOMODERATO a FESSISTICO, da INCRETINIRE a PEDAGOGIZZABILE, da PROLETARIZZAZIONE a ZARATUSTRISMO).1 Relativamente all’insegnamento dell’italiano agli stranieri, infine, Labriola è colui che alla fine dell’Ottocento redige il manualetto Eco dell’italiano parlato (pubblicato a Leipzig, dall’editore Giegler, nel 1890).2 ← 111 | 112 →

Almeno due dei suddetti ambiti – la saggistica marxista e l’italiano insegnato agli stranieri – rimandano, tra l’altro, alla Germania e alla cultura tedesca. Così come vi rimandano, in vario modo, quasi tutte le «dimensioni» labrioliane: quella affettiva (la moglie di Labriola, Rosalia von Sprenger, era infatti di origine tedesca) quella linguistica (Labriola leggeva e scriveva correntemente il tedesco), quella filosofica (Hegel, Herbart, Marx), quella politica (ci si riferisce, principalmente, ai suoi rapporti con la socialdemocrazia tedesca), quella giornalistica (Labriola collaborava con giornali tedeschi) e, non da ultimo, quella pedagogico-scolastica...

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