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Giovanni e Archelao: il vescovo e il medico nell’epistolario di Gregorio Magno

John and Archelaus: The Bishop and the Physician in the Correspondence of Gregory the Great

by Margherita Cassia (Author)
26 Pages
Open Access
Journal: Mediaevistik Volume 39 Issue 1 Publication Year 2026 pp. 83 - 108

Summary

Il vastissimo epistolario di Gregorio Magno ha consentito di ampliare le conoscenze degli studiosi moderni su molte tematiche, tra le quali il suo ruolo di apocrisarius in Oriente e la gestione dei possedimenti della Chiesa in Sicilia. In questa sede si intende concentrare l’attenzione sul ruolo di mediazione del papa fra professionisti laici della medicina ed esponenti dell’alto clero di origine orientale, ma con forti interessi economici nell’Isola. La vicenda di Archelao – medico, vir illustris, ricco possidente terriero, molto probabilmente cappadoce, prima protetto da Gregorio tramite il diacono Cipriano, rector patrimonii Siciliensis, poi abbandonato dal papa perché entrato in contrasto con Domiziano, vescovo di Melitene e anch’egli di origine cappadoce – si rivela esemplare per mettere in luce la straordinaria capacità del pontefice di intervenire in questioni non solo religiose ma anche economiche della Sicilia sotto il dominio bizantino e di prendere decisioni drastiche al riguardo. Anche se i due personaggi non sono stati particolarmente studiati all’interno della prosopografia gregoriana, meritano tuttavia grande attenzione non solo per via della loro comune provenienza geografica, ma anche per i gruppi di potere contrapposti che rispettivamente rappresentano: da un lato Archelao, influente professionista dell’arte medica e facoltoso proprietario laico di terreni in Sicilia, dall’altro Domiziano, alto prelato, nonché parente e fidato consigliere dell’imperatore Maurizio. Il papa, che in un primo momento aveva sostenuto il vir illustris, preferirà in seguito appoggiare il vescovo di Melitene, non solo perché esponente dell’alta gerarchia ecclesiastica, ma anche perché imparentato con l’imperatore d’Oriente. Parteggiare per Domiziano significava ingraziarsi Maurizio e questo non comportava soltanto l’appoggio politico del massimo rappresentante del potere temporale in Oriente, ma determinava anche concreti e consistenti vantaggi economici: la sorella di Maurizio, infatti, donò un banchetto a 3.000 monache di Roma e l’imperatore in persona consegnò al papa 30 libbre d’oro da distribuire ai bisognosi. Quando Maurizio sarà sostituito da Foca, Gregorio cercherà di trovare sostegnor presso questa nuova corte bizantina.

Biographical notes

Margherita Cassia (Author)

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