Early Music Pedagogy Then and Now: From the Classical Antiquity to the Renaissance, ed. Marcello Mazzetti and Livio Ticli. Turnhout: Brepols, 2025, pp. xxxii, 448. 41 b/w ill., 9 b/w tables, 113 music examples.
2 Seiten
Open Access
Journal:
Mediaevistik
Band 39
Ausgabe 1
Erscheinungsjahr 2026
pp. 253 - 254
Zusammenfassung
Il volume curato da Marcello Mazzetti e Livio Ticli rappresenta un’opera corale che affronta in maniera innovativa la storia della pedagogia musicale, dalla classicità greca fino all’età rinascimentale. Non si tratta di un semplice compendio erudito, ma di un progetto collettivo che mette in dialogo storici, musicisti e docenti, offrendo una pluralità di prospettive sul modo in cui la teoria, la prassi esecutiva e la trasmissione del sapere musicale si sono intrecciate nei secoli. Il merito principale dell’opera è quello di coniugare una ricostruzione accurata delle fonti storiche con riflessioni metodologiche attuali, rendendo la lettura utile non solo a specialisti e studiosi, ma anche a insegnanti e interpreti contemporanei. Il libro si articola in quattro grandi sezioni che, insieme, coprono quasi due millenni di evoluzione: dalle radici teoriche poste nell’antica Grecia, attraverso le trasformazioni medievali, fino alla stagione rinascimentale, ricca di nuove forme di insegnamento e di sperimentazioni pratiche. Ogni parte affronta un nodo tematico diverso: dalle origini speculative della teoria musicale, al ruolo di figure centrali come Guido d’Arezzo, dalla diffusione della solmisazione e delle pratiche didattiche rinascimentali, fino al valore della trasmissione orale e dell’improvvisazione come strumenti di formazione. Emergono saggi di particolare rilievo, come quello di Massimo Raffa sulla concezione geometrica delle consonanze nell’antica Grecia, o quello di Angelo Rusconi che riapre il dibattito sulla paternità del Dialogus de musica. La sezione rinascimentale, arricchita da contributi quali lo studio di Adam Knight Gilbert sulla solmisazione e quello di Galliano Ciliberti sul caso di Raffaello Sozi, mostra come la musica fosse appresa tanto nelle istituzioni quanto attraverso percorsi più informali e creativi.