Terminologia del patrimonio culturale materiale e immateriale
Analisi e approcci di studio
Summary
Excerpt
Table Of Contents
- Copertina
- Pagina dell’occhiello
- Pagina del titolo
- Pagina dei diritti d’autore
- Indice
- Introduzione (Jana Altmanova, Maria Centrella, Claudio Grimaldi)
- La valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale: il progetto GALIC (Goldsmith’s Art: Linguistic and Intercultural Heritage) (Jana Altmanova, Silvia Domenica Zollo)
- Per una terminologia museale diversificata in base a parametri sociolinguistici: stato dell’arte e alcune proposte (Marco Biffi, Kevin De Vecchis)
- Analisi linguistica delle etichette alimentari: la questione delle denominazioni tra circolarità normativa e vaghezza terminologica (Valeria Caruso, Lucia di Pace)
- Comunicare il patrimonio culinario in ambito turistico: terminologie e strategie nei siti web istituzionali campani e sardi (Lorenzo Devilla, Nicla Mercurio)
- Valorizzazione e mediazione del patrimonio culturale delle Tecnologie dell’Informazione: il progetto ITinHeritage (Caroline Djambian, Micaela Rossi, Giada D’Ippolito)
- “Baroque mais fabuleuse”. Terminologia e strutture argomentative in ambiti discorsivi non specialistici (Fernando Funari)
- I nomi italiani dei funghi. Spunti per una riflessione terminologica (Silvia Gilardoni)
- PATh (PerformArt Thesaurus): uno strumento per la semantica delle arti dello spettacolo (Manuela Grillo)
- Lo storytelling di Gucci ai tempi di Alessandro Michele: adattare al presente il patrimonio storico-culturale di una maison di moda (Carolina Iazzetta)
- Primi sondaggi per un glossario di botanica medievale: il terzo libro dell’Almansore (Chiara Longo)
- Verso un glossario etichettato della soprannominazione in area napoletana. Una proposta metodologica (Ferdinando Longobardi)
- La terminologia del patrimonio culturale napoletano nei blog turistici in lingua spagnola (Sara Longobardi)
- Modellazione terminologica in RDF per i Linked Linguistic Open Data: l’aspetto diacronico nella terminologia musicale (Eleonora Marzi)
- Esplorando l’arte su Instagram: strategie discorsive e comunicative per la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale a confronto (Camilla Nappi)
- Echi del passato. Un’indagine sulla terminologia degli strumenti nelle terre dei Somali del XIX secolo (Silvia Piccini, Jama Musse Jama, Andrea Bellandi, Giuliana Elizabeth Vilela Ruiz)
- Sulla nomenclatura delle armi in lingua italiana (Rosa Piro)
- Il patrimonio linguistico della seta a Lione tra identità storica e variazione regionale (Maria Chiara Salvatore)
- “Turismo del Vento”: eolico e strategie discorsive per la valorizzazione del patrimonio tra Italia e Francia (Serena Sassi)
- A Cookbook with Love: la terminologia della tradizione culinaria italiana in Dear Francesca di Mary Contini (Giuseppe Vitale)
- Lessico artistico plurilingue e valorizzazione del patrimonio culturale italiano: i progetti UNICittà e UniVOCIttà (Valeria Zotti)
- Note sui collaboratori
- Indice analitico
Indice
I nomi italiani dei funghi. Spunti per una riflessione terminologica
PATh (PerformArt Thesaurus): uno strumento per la semantica delle arti dello spettacolo
Primi sondaggi per un glossario di botanica medievale: il terzo libro dell’Almansore
Verso un glossario etichettato della soprannominazione in area napoletana. Una proposta metodologica
La terminologia del patrimonio culturale napoletano nei blog turistici in lingua spagnola
Il patrimonio linguistico della seta a Lione tra identità storica e variazione regionale
Introduzione
Jana Altmanova, Maria Centrella, Claudio Grimaldi
La terminologia costituisce un aspetto essenziale e cruciale nei processi di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale. Un lessico tecnico-specialistico condiviso permette di ottimizzare la comunicazione tra gli operatori del settore e di stabilizzare le modalità descrittive, interpretative e divulgative relative ai beni culturali. Una terminologia coerente assolve, inoltre, una duplice funzione: da un lato, facilita la trasmissione del sapere specialistico tra esperti e, dall’altro, consente una mediazione linguistica efficace, capace di adattare i contenuti a una pluralità di destinatari. In ambito digitale, essa svolge un ruolo di rilievo nell’organizzazione e nell’indicizzazione delle informazioni, garantendo l’interoperabilità dei dati e favorendo una più ampia fruizione del patrimonio, anche su scala internazionale. Sul piano della tutela e della conservazione, un vocabolario tecnico preciso consente, inoltre, una documentazione rigorosa degli oggetti e dei materiali, contribuendo alla tracciabilità degli interventi e alla qualità delle pratiche. Infine, nei contesti plurilingui, la standardizzazione terminologica diventa condizione imprescindibile per garantire una comunicazione culturale inclusiva ed efficace, orientata al dialogo tra diverse comunità linguistiche e culturali.
Nel corso degli ultimi anni, il consolidarsi del legame tra terminologia e valorizzazione del patrimonio culturale ha spinto il mondo accademico a riflettere in modo sempre più approfondito non solo sulle delimitazioni applicative dei campi di indagine propri della terminologia in quanto disciplina autonoma, ma anche sulle implicazioni di ordine epistemologico che ne derivano. Tale evoluzione ha contribuito a ridefinire il ruolo della terminologia all’interno delle scienze del linguaggio e delle scienze del patrimonio, mettendo in luce la funzione strategica nella mediazione tra saperi specialistici e pratiche comunicative, sia in ambito teorico che applicativo. Nella ricerca contemporanea sono, infatti, numerosi i progetti di natura terminologica in corso, volti alla creazione di risorse lessico-terminografiche (lessici, vocabolari, dizionari, glossari, tesauri) e ontologiche, che fungono da strumenti di accesso alle conoscenze relative al patrimonio culturale oggetto di indagine. Tale tendenza è intensificata dal ricorso a strumenti informatici, finalizzati alla catalogazione, alla digitalizzazione, alla raccolta, all’edizione e all’analisi di pregiato patrimonio documentale e alla sua conseguente diffusione su larga scala. Rientrano in questi progetti studi sulle terminologie del patrimonio materiale, che comprende beni storico-artistici, archeologici, architettonici, beni librari e archivistici, prodotti dell’artigianato artistico, nonché beni scientifici e tecnologici, ma sono numerose anche le ricerche sulle terminologie inerenti al patrimonio immateriale, relativo a tradizioni orali, pratiche sociali come feste, riti, leggende, arte culinaria, arti dello spettacolo, musica, pratiche e conoscenze sulla natura e sull’universo. Nel patrimonio culturale immateriale rientrano, inoltre, il linguaggio e le pratiche linguistiche che, soprattutto nel contesto delle lingue meno conosciute e studiate, rappresentano una tradizione da preservare, nel rispetto della diversità culturale, come è stato già riconosciuto dalla Convenzione per la Salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Il XXXIII Convegno annuale dell’Associazione Italiana per la Terminologia (Ass.I.Term) “Terminologia del patrimonio culturale materiale e immateriale: analisi e approcci di studio”, svoltosi presso l’Università di Napoli L’Orientale il 7 novembre 2023, ha riunito ricercatrici e ricercatori, nonché responsabili di progetti in corso sulla tematica oggetto del Convegno, creando uno spazio di dialogo interdisciplinare sulla terminologia e sulle strategie comunicative volte alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio culturale. Promosso dal Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati dell’Università di Napoli L’Orientale, in collaborazione con la Rete panlatina di terminologia (realiter), la Rete Lexicologie, Terminologie, Traduction (LTT) e l’Osservatorio di terminologie e politiche linguistiche (OTPL) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il XXXIII Convegno annuale Ass.I.Term ha proposto una riflessione articolata sui diversi aspetti della terminologia del patrimonio culturale, inteso come espressione identitaria ed ereditaria del passato, con particolare attenzione alle commistioni culturali al centro degli interessi dell’Ateneo promotore.
Gli interventi, contraddistinti da una pluralità di metodologie di indagine, hanno stimolato una riflessione sul concetto di “termine” e sulla terminologia, non soltanto in quanto oggetti di studio, ma anche come ambito disciplinare autonomo. Le analisi hanno indagato diversi contesti applicativi, mettendo in luce la complessità e la ricchezza dei fenomeni terminologici, e hanno evidenziato i vantaggi di un approccio di natura interdisciplinare. Tale prospettiva, infatti, consente di integrare contributi teorici e metodologici provenienti da ambiti differenti, favorendo una comprensione più profonda delle dinamiche terminologiche e aprendo nuove traiettorie per applicazioni pratiche e sviluppi teorici futuri.
In questo volume è raccolta la quasi totalità delle presentazioni del XXXIII Convegno Ass.I.Term. I contributi coprono diverse aree tematiche di particolare rilievo, offrendo un quadro articolato e approfondito delle più recenti tendenze e prospettive di ricerca. Le tematiche trattate riflettono l’ampiezza e la complessità delle analisi di natura terminologica, abbracciando sia studi teorici che applicativi, e mirano a stimolare il confronto su questioni chiave come la metodologia, l’innovazione tecnologica, la qualità dei dati e le politiche linguistiche, ponendo al centro l’interazione tra terminologia, comunicazione specialistica e divulgazione dei risultati, in un’ottica interdisciplinare.
In primo luogo, il volume raccoglie studi linguistici e applicativi in ambito terminologico, con un’attenzione specifica alle relazioni tra terminologia, comunicazione e traduzione specialistica, allo studio delle lingue di specialità (Piro e Longo) e al loro insegnamento (Gilardoni), alla mediazione linguistica e interculturale (Vitale) e alle scelte linguistiche in ottica di commercializzazione dei prodotti (Caruso-di Pace). Un interesse particolare è rivolto alla comunicazione orientata alla valorizzazione di un patrimonio di saperi e di savoir-faire (Iazzetta), nonché alla promozione turistica di uno specifico patrimonio culturale materiale o immateriale (Devilla-Mercurio, Longobardi S., Salvatore e Sassi).
Un ulteriore filone di ricerca è costituito dagli studi disciplinari e interdisciplinari dedicati alla terminologia, che affrontano aspetti metodologici in un’ottica di diffusione presso il grande pubblico (Biffi-De Vecchis) e sull’analisi di casi specifici (Funari, Longobardi F.). A tali contributi si affiancano approfondimenti di natura linguistica, che indagano le modalità di elaborazione, presentazione e diffusione delle risorse terminologiche, con particolare attenzione agli strumenti e alle tecniche impiegate, soprattutto in contesti plurilingui. In questo ambito si inseriscono i lavori di Djambian, Rossi, D’Ippolito, nonché quelli di Piccini et al. e di Zotti, che mostrano la centralità della dimensione tecnologica e comunicativa nella gestione e valorizzazione dei dati terminologici.
Infine, il volume dedica spazio a studi applicativi legati al tema del Convegno: la costruzione di risorse terminologiche (Altmanova-Zollo), thesauri (Grillo), dizionari e ontologie (Marzi), che esplorano applicazioni informatiche per la gestione delle risorse terminologiche, come sistemi di informazione, biblioteche digitali specialistiche, strumenti di gestione delle conoscenze per il web semantico, mettendo in luce l’importanza dell’innovazione tecnologica per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio culturale, anche in contesti tecnodiscorsivi (Nappi).
I contributi raccolti in questo volume testimoniano la solidità e la maturità degli studi terminologici promossi in ambito italiano, mettendo in luce non solo la profondità delle analisi condotte, ma anche la varietà e l’originalità degli approcci metodologici adottati. Tali ricerche si distinguono per la capacità di coniugare rigore teorico e applicazioni concrete, offrendo una molteplicità di spunti di riflessione che si rivelano particolarmente fecondi sia per l’avanzamento della disciplina, sia per l’elaborazione di strumenti e pratiche utili in contesti scientifici, educativi e professionali. L’ampiezza dei temi affrontati e l’interdisciplinarità delle prospettive contribuiscono a delineare un quadro teorico ricco e articolato, capace di alimentare il dibattito accademico e di stimolare ulteriori sviluppi nella ricerca terminologica contemporanea.
La varietà di prospettive raccolta nel presente volume si rivela particolarmente significativa anche in relazione al vasto e complesso campo di indagine rappresentato dal patrimonio culturale, materiale e immateriale, aprendo nuove direzioni per l’approfondimento e il dialogo interdisciplinare. Frutto di progetti internazionali e nazionali o di ricerche condotte in ambito istituzionale ed accademico, i risultati delle ricerche raccolti in questo volume testimoniano la vitalità degli studi in campo terminologico e la ricchezza dei temi di riflessione proposti annualmente dall’Associazione Italiana per la Terminologia, confermando il ruolo centrale di quest’ultima nel promuovere e stimolare il progresso delle conoscenze in terminologia.
La valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale: il progetto GALIC (Goldsmith’s Art: Linguistic and Intercultural Heritage)*
Jana Altmanova, Silvia Domenica Zollo
Introduzione
La valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale rappresenta oggi una delle sfide più urgenti delle discipline umanistiche, in un’epoca segnata dalla digitalizzazione delle fonti, dalla crescente internazionalizzazione della ricerca e dall’esigenza di coniugare memoria storica e sviluppo socioeconomico. Le lingue, nella loro dimensione storica e sincronica, custodiscono tracce di civiltà e tradizioni che, se opportunamente studiate e rese accessibili, possono costituire un volano per l’innovazione culturale e la crescita dei territori.
In questa prospettiva si colloca il progetto PRIN 2022 PNRR GALIC (Goldsmith’s Art: Linguistic and Intercultural Heritage), che si propone di indagare e valorizzare l’arte orafa, in particolare quella campana, come patrimonio linguistico e interculturale, attraverso la creazione di strumenti digitali multilingui, itinerari tematici e strategie di heritage marketing. Il progetto, che si innesta nel quadro delle politiche europee di protezione e promozione dei beni culturali immateriali, mira a coniugare ricerca linguistica, tradizione artigianale e sviluppo economico.
L’analisi storica del lessico dell’oreficeria, come quella condotta dal gruppo di ricerca della Francesistica di Napoli (Altmanova, 2011; 2013; Altmanova, Zollo, 2017; Zollo, 2020; Diglio, Altmanova, 2013), mostra come il lessico e le terminologie specialistiche in questione siano stati plasmati da intensi processi di contatto linguistico, attraverso prestiti, calchi, neologismi e variazioni semantiche. Tali fenomeni linguistici riflettono dinamiche sociali, scambi commerciali, innovazioni tecniche e trasformazioni culturali che meritano di essere indagate in una prospettiva interdisciplinare.
L’articolo intende dunque presentare, da un lato, il quadro teorico e metodologico alla base del progetto GALIC e, dall’altro, analizzare il ruolo dei prestiti linguistici nella costituzione del lessico specialistico, mettendo in dialogo l’esperienza dell’arte orafa campana con i risultati delle ricerche lessicologiche condotte nel corso di questi anni.
1. Il progetto di ricerca GALIC
Il progetto GALIC (Goldsmith’s Art: Linguistic and Intercultural Heritage)1 si inserisce nel quadro dei programmi di ricerca PRIN 2022 PNRR finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e risponde all’esigenza di valorizzare, attraverso strumenti digitali e percorsi culturali, uno dei settori più rappresentativi del patrimonio artigianale e artistico del Mezzogiorno: l’arte orafa.
La scelta di focalizzarsi sulla Campania non è casuale: questa regione conserva alcuni dei distretti orafi più significativi in Italia e in Europa, quali il Consorzio Antico Borgo Orefici di Napoli2, che rappresenta una realtà produttiva stratificata e fortemente legata alla storia urbana; il Museo del Corallo di Torre del Greco3, testimonianza della tradizione legata alla lavorazione del corallo e dei cammei; il Centro orafo “Il Tarì”4 di Marcianise, polo di rilevanza internazionale per la produzione e il commercio; e l’Oromare5 di Caserta, centro espositivo e produttivo di rilievo. Questi luoghi costituiscono non solo depositari di un sapere tecnico e di un patrimonio materiale, ma anche centri di trasmissione culturale e linguistica, nei quali le denominazioni degli oggetti e delle tecniche raccontano storie di contatto interculturale e di innovazione (Boutte, 2007; Chevalier, 1991).
Details
- Pages
- VIII, 358
- Publication Year
- 2026
- ISBN (PDF)
- 9783631943908
- ISBN (ePUB)
- 9783631943915
- ISBN (Hardcover)
- 9783631943892
- DOI
- 10.3726/b23815
- Language
- Italian
- Publication date
- 2026 (August)
- Keywords
- termine terminologia lessico specialistico lessicologia lessicografia terminografia patrimonio culturale patrimonio materiale patrimonio immateriale bene storico-artistico
- Published
- Berlin, Bruxelles, Chennai, Lausanne, New York, Oxford, 2026. viii, 358 p., 14 ill. a colori, 6 ill. b/n, 13 tab.
- Product Safety
- Peter Lang Group AG